Prendendo a prestito il nome dal suo Signore, Guido Tiberti da Petrella, da cui

appunto Petrella di Guido, ha una lunga storia che lo precede, arrivando fino agli insediamenti dei coloni romani nelle campagne intorno alla rupe. La prima testimonianza dell’esistenza del castello risale al 1125, ma la bolla papale che porta questa data lascia intuire che ne sorgesse già uno più antico. Ne sono la riprova le molte stratificazioni edilizie. Petrella comunque

resta legata a Guido che, come altri signori del tempo e come alcuni storici amano raccontare, non disdegnava le ruberie e gli assalti. E’ rimasta nella storia popolare la rapina da esso compiuta ai danni di Lodovico di Savoia, mentre questi si recava presso la Curia romana. Guido parteggiava per i

guelfi e le sue azioni piratesche rientravano nel disegno perverso delle ritorsioni fra opposte frazioni. Egli si era comunque conquistato la benevolenza di Papa Bonifacio VIII, grazie al quale divenne anche castellano di San Leo. Dopo la morte di Guido, Petrella passò ai Faggiolani, divenendo uno dei loro

24 castelli. Ciò fino alla pace di Sarzana e alla conquista da parte del Cardinale Albornoz, che li privò di quasi tutti i loro possedimenti. Dopo il 1363 non tornò più alla famiglia Tiberti, che si disperse in seguito a infelici vicende lontano dalla sua terra d’origine. A essi restò il solo predicato di Petrella con il significato di cognome tramandato di padre in figlio. Per un periodo il castello fu di pertinenza della Chiesa. Più tardi gli Oliva, signori di

Antico,approfittando del momento di isolamento politico dei Malatesta che vi dimorarono per un certo tempo, lo occuparono, impadronendosene poi con una doppia investitura papale. Di questi, così come dei Malatesta e della Santa Sede, restano scolpiti nella pietra i simboli del potere.Si leggono nei tre stemmi addossati uno accanto sopra la porta del Castello.
(Notizie tratte da “I sentieri magici della Valmarecchia” di R.Giannini e T.Mosconi – TCI)