I Sassi Simone e Simoncello, che danno il nome al parco omonimo, si trovano tra la Romagna, le Marche e la Toscana e sono praticamente al centro del Montefeltro. Si dice che questi Sassi, come altri della Val Marecchia, siano traslati dal mar Tirreno alla posizione attuale galleggiando su terreni argillosi che si muovono lentamente, ma inesorabilmente, verso il mare Adriatico. I due Sassi sono distanti fra loro circa 300 metri, ma un tempo probabilmente erano uniti, come dimostrano gli accumuli di detriti fra loro interposti. E’ stata una bellissima escursione organizzata dal CAI di Faenza, e la meta è alla portata di tutti perché ci sono diverse varianti che possono accorciare la passeggiata, ma i Sassi sono assolutamente da vedere. Non siamo saliti sul Simoncello in quanto gli addetti del Parco sconsigliano di farlo.
Cenni storici. La presenza dell'uomo in queste zone risale all'età del bronzo. Nel periodo di dominazione romana, si parla di sacerdoti detti semoni , che adoravano le divinità sulla sommità delle montagne. Le prime presenze umane sulle quali si hanno notizie certe risalgono al XII° sec. quando una comunità di monaci benedettini edificò sulla sommità del Sasso Simone, l'abbazia di Sant' Angelo, forse sulle rovine di una cappella longobarda dedicata all'arcangelo Michele. L'arrivo di inverni particolarmente rigidi ed una pestilenza costrinsero nel 1348 i monaci e le famiglie che coltivavano i terreni circostanti, a trasferirsi più a valle abbandonando l'abbazia. Un ulteriore tentativo di ripopolamento del Sasso Simone si ebbe solo alla metà del XVI° sec. ad opera del duca Cosimo de' Medici , che nell'intento di riorganizzare la struttura militare del proprio Stato decise di fondare una fortezza sul Sasso Simone, posto in posizione strategica su territorio di confine con le zone orientali della penisola. La fortezza aveva come simbolo un sole,da qui il nome “Città del Sole”, sintomo della città ideale del Rinascimento fiorentino. (a tal proposito si ricorda Eliopoli o Terra del Sole in Provincia di Forlì-Cesena - città fortezza di confine sempre di origine Medicea). Le grandi difficoltà legate all'approvvigionamento delle materie prime, alla convivenza fra la città e la fortezza, ed ancora una volta le avverse condizioni climatiche misero presto in crisi l'intera organizzazione. La fortezza inoltre non riuscì ad adempiere alcun ruolo se non quello di controllo del banditismo locale e nel 1673 la città del Sasso venne smantellata.(dal sito www.appenninoromagnolo.it ) |
Toponimi | Quota | Tempo | Km. |
Parcheggio - 43°44’44” N, 12°16’15” E | 917 | 0,00 | 0,0 |
Deviazione a destra - 43°44’58” N, 12°15’22” E | 823 | 0,25 | 1,7 |
Ca’ Poggio Mazzolo - 43°45’13” N, 12°15’30” E | 914 | 0,40 | 2,6 |
La Banditella - 43°46’11” N, 12°17’12” E | 1085 | 2,00 | 6,0 |
Bivio – si va sinistra - 43°45’16” N, 12°17’22” E | 1119 | 2,20 | 6,6 |
Area pic-nic - 43°45’31” N, 12°17’37” E | 1112 | 3,00 | 8,1 |
Sasso di Simone - 43°45’38” N, 12°17’30” E | 1206 | 3,20 | 8,7 |
Case Barboni - 43°44’56” N, 12°16’23” E | 963 | 5,00 | 12,6 |
Auto | 917 | 5,10 | 13,3 |
Tempo: ore 5,10 + le soste |
Dislivello: m 600 circa |
Lunghezza: Km. 13 circa |
L’escursione inizia dal parcheggio che rimane sulla sinistra della strada che sale a Ca’ Barboni.
Ci si incammina per la strada asfaltata in discesa fino ad incontrare la deviazione per Poggio Mazzolo, sulla destra, dove si volta.
2 commenti:
Ringrazio Roberto per avermi fornito la traccia di questo
percorso che ho in programma di fare da tempo, complimentandomi
ancora per il magnifico blog, la cura e l'ordine meticoloso con cui aggiorna le pagine a disposizione di tanti appassionati come il sottoscritto!
Grazie e continua così,
CIAO
Federico
This was llovely to read
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