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sabato 22 maggio 2010

I pilastrini o maestà della valle del Senio

 Un giorno percorrendo in auto la SS 306, che da Castelbolognese sale a Palazzuolo sul Senio, ho notato la grande quantità e varietà di pilastrini devozionali (o maestà) presenti ai lati della strada. Quella strada la conosco bene e i pilastrini li avevo già visti, però quel giorno mi hanno colpito di più. Così mi sono ripromesso di fotografarli tutti, o quasi, per fare una specie di censimento. I km di riferimento che ho messo partono dalla Via Emilia.

Queste piccole costruzioni vengono chiamate in tanti modi: tabernacolo, maestà, capitello, edicola, verginina, santella, pilastrino ecc. Le forme sono tante e varie, ma la grande maggioranza rassomiglia ad un piccolo campanile. Anche il materiale con cui sono costruiti varia, ce ne sono di mattoni, di pietra, di sassi di fiume, di legno ecc. I pilastrini che si incontrano lungo i sentieri e le mulattiere dell’appennino sono fatti principalmente di arenaria o di sasso, a volte cementati con della malta o anche a secco. Posti in passato ad attirare l’attenzione devota del passante, per noi ormai sono così abituali che a volte non li notiamo perché fanno parte del paesaggio. Purtroppo tanti sono stati derubati delle immagini di terracotta poste al loro interno, altri sono nascosti dai segnali stradali altri ancora presi di mira con le armi. Ma ogni tanto, per fortuna, capita di vedere il ripristino di una effige di Madonna o addirittura un restauro.


 prima di via Orto Guadagnino, a destra della strada


 all’angolo di via Orto Guadagnino, a sinistra della strada
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