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venerdì 22 novembre 2013

Alla capanna del Partigiano

Per salire alla capanna del Partigiano, o rifugio di Pian Porcello sul monte Lavane,di solito si passava da Farfareta e dall'abitato di Crognole. Da poco è stato segnato un nuovo sentiero, sempre dalla sezione del CAI di Faenza, che a breve apparirà anche sulla nuova carta escursionistica fossetto1:25000 dello Appennino Faentino, in fase di allestimento. Il nuovo sentiero,  contrassegnato dal numero 533a e denominato "Sentiero dei bramiti", parte sempre da Farfareta, da dove però si va  a destra sul 541 e poi, dopo pochi minuti, si devia a sinistra sul 533a. A mio modesto parere è un bel sentiero, sale rapidamente, non è tracciato su stradelli,...

venerdì 21 dicembre 2012

L’ Anello del Rio Cesari

Domenica 25 novembre sono andato in escursione con il CAI di Faenza. La prevista camminata da Prato all’Albero fino alla Valle dell’Inferno (Badia di Moscheta) purtroppo non si è potuta fare perché giunti al punto di partenza pioveva e la visibilità era nulla causa le nuvole basse. Allora siamo scesi nella Valle del Senio, dove il tempo era migliore, e si è deciso di fare un giro partendo dalla Badia di Susinana. Lasciate le auto al parcheggio del maneggio, ci siamo avviati sulla strada asfaltata,Chiesa di San Michele per lasciarla pochi metri dopo andando a destra.Dopo aver attraversato il ponticello sul Rio Cesari a destra di nuovo verso il muro della Badia  dove abbiamo imboccato il sentiero 687. All’ incrocio con il Sentiero Garibaldi abbiamo proseguito dritto  sul crinalino (bella vista a ritroso sulla Valle) che in ripida salita ci ha portati alla Rocca San Michele.
Rocca San Michele “Castrum qui vocatur roche” Soggetta fin dal 1069 alla Chiesa Faentina, pervenne in potere dei Pagani un secolo dopo. Nel 1293 Maghinardo Pagani nominava “Potestas Castrum Roche” Bindo Vernaccia, e morendo lo lasciava alla figlia Andrea, moglie di Ottaviano Ubaldini. Da questo passò al figlio Gioacchino, che nel 1362 lo donò al Comune di Firenze. Nel 1386 i Fiorentini lo distrussero per sempre. La fortezza si ergeva sul poggio che sovrasta la Chiesa di S.Michele, detta appunto “alla Rocca”. I pochi resti delle fondamenta sono ricoperti dalla vegetazione.(Rocche e Castelli di Romagna-AA.VV.)
Dalla Chiesa abbiamo continuato in falsopiano fino ad Maestuna antica Maestà e proseguito alla sinistra di essa su sentierino a mezzacosta fino a giungere ai ruderi di casa Corneto. Dopo aver proseguito, prima in mezzo al bosco, poi   su prati siamo pervenuti al bellissimo castagneto dell’Azienda I Salti,castagneto de I Salti splendido in veste autunnale, poi alla fine della salita ai due edifici di Bacero. Dal prato del Bacero invece di continuare sul sentiero siamo stati su una traccia di destra che ci ha condotti alla bella casa ristrutturata denominata Collina di sotto. Collina di sotto Dopo due chiacchere con i proprietari siamo saliti sui prati di Gruffieto dove ci siamo immessi sul sentiero 519 proveniente da Palazzuolo. Al culmine dei prati, poco prima della cava, abbiamo deviato a sinistra verso la Villa di Gruffieto,
La Villa di Gruffieto, fu costruita nel 1755 dalle famiglie Baldesi e Fabbroni di Marradi, al centro di una fattoria di oltre 30 poderi. Nel 1938 la Villa insieme ai poderi, fu venduta dall’Ingegnere Agnelozzi, ultimo erede della famiglia originaria, alla famiglia Tolone di Firenze. Nel primo dopoguerra la Villa insieme a una decina di poderi fu poi venduta ai Conti Ferniani di Faenza, e quindi alla Coop. Agricola Badia di Susinana. Dopo esser diventata di proprietà di una signora fiorentina,che ha iniziato il restauro, ora è di proprietà di un privato romagnolo, che continua il restauro.
Villa di Gruffieto dove una volta arrivati, abbiamo sostato per un veloce panino. Ripreso il cammino sulla strada sterrata che parte dalla Villa, siamo scesi fino alla deviazione a sinistra che conduce al Parco fluviale del Rio Cesari...

venerdì 7 dicembre 2012

Fra Sintria e Senio

Un giro ad anello fra le valli del Sintria e del Senio su sentieri CAI e UOEI, di Faenza, che in parte ricalcano il Sentiero Frassati e da poco anche L’ Alta Via dei Parchi. I sentieri sono tutti segnati benissimo e le indicazioni non mancano, anzi...Si può lasciare l’auto poco prima del Rifugio di Fontana Moneta, poi attraversato il prato antistante l’edificio si segue il sentiero 545 fino al suo innesto sul crinale percorso dal 545a. Si va a destra passando di fronte ad un pilastrino devozionale. In vista del Monte Toncone si devia a sinistra su carrareccia chiusa da una sbarra. Dopo circa un chilometro si lascia la carrareccia per voltare a destra, segnali MTB 5, SF e 16/19 UOEI. Il sentiero raggiunge l’incrocio di Pian di Volpone, prosegue nel fitto della pineta, poi un tratto su galestro, infine giunge ad una svolta secca, a destra, prima del Monte Pianaccino. Se si prosegue pochi metri c’è un capanno da caccia con tavolo, adatto ad una sosta. Dopo la svolta a destra, il sentiero corre un po’ in falsopiano di fianco ad un castagneto, poi una ripida discesa che porta su una strada sterrata. Si segue la strada a destra,sentiero 16, fino a giungere alla grande casa della Crusazza, da dove si prosegue costeggiando un prato sulla destra in discesa, poi una piccola risalita porta alla Presioletta. Da qui attraverso un piccolo castagneto si giunge alla Chiesa della Presiola, poi tornando leggermente indietro si supera un bivio e si scende alla strada carrozzabile che si segue a sinistra. Poco dopo si perviene al fosso e si volta a destra sul sentiero CAI 543, che fra boschi e prati conduce a Ca’ Valcroce, dove si segue la strada a destra e in 5 minuti si giunge all’auto.
Toponimo
Posizione
Quota
Tempo
Km.
F.Moneta-sent.545/19
N44 07 49  E11 36 51
636
0.00
0.00
Innesto sul 545a/19- a dx
N44 07 21  E 11 36 02
765
0.50
2.70
Bivio sbarra-a sx- 16/19
N44 07 33  E11 36 10
799
1.05
3.20
Bivio –a dx- 14/16
N44 07 58  E11 35 60
762
1.20
4.20
Pian di Volpone- 16
N44 08 22  E11 36 12
723
1.40
5.10
Bivio capanna caccia-a dx
N44 09 02  E11 36 16
685
2.10
6.50
Sbarra strada-a dx- 16
N44 09 03  E11 36 43
642
2.25
7.20
Ca’ Crusazza
N44 08 45  E11 36 32
592
2.40
8.20
Ca’ Presioletta- 14/16
N44 08 40  E11 36 45
604
3.00
9.10
Chiesa Presiola- 9/16
N44 08 35  E11 36 59
571
3.15
9.70
Bivio strada- a sx-16
N44 08 23  E11 36 57
578
3.25
10.2
Bivio Sintria- 543- a dx
N44 08 23  E11 37 09
522
3.35
10.8
Valcroce- a dx
N44 07 52  E11 36 57
610
3.55
11.9
Auto
N44 07 49  E11 36 51
636
4.00
12.1
Tempo        ore 4.00 + le soste
Dislivello      m. 500 circa
Lunghezza   Km. 12.100
Traccia per GPS
F.Moneta Il campanile della chiesa di Fontana Moneta fa capolino dietro agli alberi. F.Moneta La facciata della chiesa, intitolata a S. Andrea.

martedì 16 ottobre 2012

L’Anello dei Partigiani

Una domenica passata insieme al CAI di Faenza che ha organizzato la tradizionale escursione con altre sezioni CAI  lungo il sentiero che tocca i luoghi della vallata di Purocielo che furono teatro, il 9 ottobre 1944, di aspre battaglie fra i partigiani della 36^ Brigata Garibaldi e le truppe nazifasciste. Dopo la facile passeggiata, arrivati a Ca’ di Malanca, abbiamo visitato il Museo della Resistenza e  fatto onore al pranzo, con polenta e salsiccia, preparato dal Gruppo Alpini di Conselice. Per saperne di più sulla storia di questi luoghi clicca qui.
Faentino alto N8
Toponimo
Posizione
Quota
Tempo
Km.
Ch. di Purocielo-579
N44 10 43  E11 40 10
350
0.00
0.00
Ca’ Canova
N44 10 30  E11 39 42
391
0.20
1.00
Ca’ Termine di sotto
N44 10 24  E11 39 23
459
0.40
1.90
Ca’ Termine di sopra
N44 10 15  E11 39 16
541
0.55
2.30
Sentiero 505- a sx
N44 10 19  E11 39 02
605
1.05
2.80
Ca’ Malanca
N44 09 38  E11 38 47
702
1.45
4.40
Ca’ Marcone
N44 10 23  E11 39 48
504
2.30
7.20
Ca’ Gostino
N44 10 36  E11 39 54
410
2.45
7.90
Auto
N44 10 44  E11 40 10
351
2.55
8.50
Tempo        ore 2.55 + le soste
Dislivello     m. 450 circa
Lunghezza  km. 8.500
-TRACCIA PER GPS

mercoledì 26 ottobre 2011

Nella Valle del Vajont

Domenica 16 ottobre sono andato in escursione con il CAI di Faenza. In pullman ci siamo recati nella valle del Vajont, luogo tristemente famoso per la tragedia che lo colpì la notte del 9 ottobre 1963. Infatti quella notte una frana di immense dimensioni precipitò nel bacino artificiale creato dalla diga e sollevò due ondate di acqua: una colpì i paesi limitrofi, l’altra scavalcò la diga e si abbatté su Longarone radendo al suolo il paese. Le vittime furono circa 2000. Per conoscere tutta la storia clicca qui. Abbiamo fatto una bella camminata aiutati anche da una splendida giornata. Siamo partiti da Erto e siamo arrivati a Casso, dove nella strada sottostante ci aspettava il pullman. Erto è il paese dove abita il famoso Mauro Corona, scultore, scrittore e arrampicatore, nonché personaggio molto eccentrico. Sono rimasto molto colpito da quella zona e dalla sua tragedia e mi sono ripromesso di tornarci per qualche giorno appena possibile, anche perché quando successe la catastrofe ero molto giovane e non la seguii molto. A chi interessa ho visto su YouTube il film “La diga del disonore”, che racconta tutta la vicenda. La carta escursionistica della zona è la 021 della Tabacco.
Toponimo
Posizione
Quota
Tempo
Km.
Erto N46 16 40   E12 22 11
800
0.00
0.00
Incr. sent.carbonai-dritto N46 16 39   E12 21 47
1052
0.30
0.83
Rifugio Cava Buscada N46 18 03   E12 21 32
1800
2.40
4.60
A destra su sent.carbonai N46 17 07   E12 22 22
1050
4.20
11.00
incr. sent. da Erto-dritto N46 16 39   E12 21 47
1052
4.40
12.40
Casso N46 16 19   E12 19 58
941
5.40
15.60
Pullman N46 16 08   E12 20 16
804
6.00
16.50
Tempo           ore 6.00 + le soste
Dislivello         m.  1100  circa
Lunghezza      Km.  16.500

1-Frana e diga Veduta di una parte della frana e la diga. 2-si partePronti alla partenza sul sentiero 381, che inizia di fianco al ristorante “Cervo Bianco.

lunedì 20 giugno 2011

Ai Sassi Simone e Simoncello

      12 giugno 2011
I Sassi Simone e Simoncello, che danno il nome al  parco omonimo, si trovano tra la Romagna, le Marche e la Toscana e sono praticamente al centro del Montefeltro. Si dice che questi Sassi, come altri della Val Marecchia, siano traslati dal mar Tirreno alla posizione attuale galleggiando su terreni argillosi che si muovono lentamente, ma inesorabilmente, verso il mare Adriatico. I due Sassi  sono distanti fra loro circa 300 metri, ma un tempo probabilmente erano uniti, come dimostrano gli accumuli di detriti fra loro interposti. E’ stata una  bellissima escursione organizzata dal CAI di Faenza, e la meta è alla portata di tutti perché ci sono diverse varianti che possono accorciare la passeggiata, ma i Sassi sono assolutamente da vedere. Non siamo saliti sul Simoncello in quanto gli addetti del Parco sconsigliano di farlo.
Cenni storici. La presenza dell'uomo in queste zone risale all'età del bronzo. Nel periodo di dominazione romana, si parla di sacerdoti detti semoni , che adoravano le divinità sulla sommità delle montagne. Le prime presenze umane sulle quali si hanno notizie certe risalgono al XII° sec. quando una comunità di monaci benedettini edificò sulla sommità del Sasso Simone, l'abbazia di Sant' Angelo, forse sulle rovine di una cappella longobarda dedicata all'arcangelo Michele. L'arrivo di inverni particolarmente rigidi ed una pestilenza costrinsero nel 1348 i monaci e le famiglie che coltivavano i terreni circostanti, a trasferirsi più a valle abbandonando l'abbazia. Un ulteriore tentativo di ripopolamento del Sasso Simone si ebbe solo alla metà del XVI° sec. ad opera del duca Cosimo de' Medici , che nell'intento di riorganizzare la struttura militare del proprio Stato decise di fondare una fortezza sul Sasso Simone, posto in posizione strategica su territorio di confine con le zone orientali della penisola. La fortezza aveva come simbolo un sole,da qui il nome “Città del Sole”, sintomo della città ideale del Rinascimento fiorentino. (a tal proposito si ricorda Eliopoli o Terra del Sole in Provincia di Forlì-Cesena - città fortezza di confine sempre di origine Medicea). Le grandi difficoltà legate all'approvvigionamento delle materie prime, alla convivenza fra la città e la fortezza, ed ancora una volta le avverse condizioni climatiche misero presto in crisi l'intera organizzazione.
La fortezza inoltre non riuscì ad adempiere alcun ruolo se non quello di controllo del banditismo locale e nel 1673 la città del Sasso venne smantellata.(dal sito www.appenninoromagnolo.it )
Toponimi
Quota
Tempo
Km.
Parcheggio -              43°44’44” N, 12°16’15” E
917
0,00
0,0
Deviazione a destra - 43°44’58” N, 12°15’22” E
823
0,25
1,7
Ca’ Poggio Mazzolo - 43°45’13” N, 12°15’30” E
914
0,40
2,6
La Banditella -            43°46’11” N, 12°17’12” E
1085
2,00
6,0
Bivio – si va sinistra - 43°45’16” N, 12°17’22” E
1119
2,20
6,6
Area pic-nic -             43°45’31” N, 12°17’37” E
1112
3,00
8,1
Sasso di Simone -     43°45’38” N, 12°17’30” E
1206
3,20
8,7
Case Barboni -          43°44’56” N, 12°16’23” E
963
5,00
12,6
Auto
917
5,10
13,3
Tempo:        ore 5,10 + le soste
Dislivello:     m 600 circa
Lunghezza:  Km. 13 circa

L’escursione inizia dal parcheggio che rimane sulla sinistra della strada che sale a Ca’ Barboni.
prato Ci si incammina per la strada asfaltata in discesa fino ad incontrare la deviazione per Poggio Mazzolo, sulla destra, dove si volta.

giovedì 9 giugno 2011

Un fine settimana nelle Gole

L'ultimo week end sono andato in escursione con il  CAI di Faenza. Siamo andati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini dove erano in programma due escursioni con base per il pernottamento a Sarnano, piccolo paese con un centro storico bellissimo. Purtroppo il maltempo ci ha voluto mettere lo zampino, così la domenica abbiamo ripiegato su una camminata più corta pensando di scamparla, invece... Sabato, partendo dalla diga del lago di Fiastra e passando dalle splendide Lame Rosse, abbiamo raggiunto la Grotta dei Frati, poi per una bella e ripida discesa siamo arrivati  nelle Gole del Fiastrone da dove siamo risaliti in località Monastero, qui ci aspettava il pulman, giusto in tempo per evitare un grosso temporale. Dopo esserci sistemati in albergo abbiamo fatto un giretto in paese e come ho già detto, la parte vecchia è tutta da vedere. Domenica, considerato le pessime previsioni meteo, si è deciso di lasciare perdere l'escursione programmata che comportava la salita dal Rifugio Amandola al Pizzo 3 Vescovi (m 2092), passando per il Monte Castel Manardo. L'alternativa è stata la pur sempre bella Gola dell' Infernaccio con salita all' Eremo di San Leonardo, ma nonostante fosse una camminata corta mentre eravamo sulla via del ritorno verso il pulman, ha iniziato a piovere, così ci siamo bagnati tutti, chi più, chi meno. Abbiamo lasciato il mezzo in località Rubbiano e ci siamo incamminati lungo la strada sterrata che in circa 3 km porta alla gola. Qui con nostra grande sorpresa abbiamo visto che l'inizio del sentiero giaceva sotto una grossa slavina di neve, caduta dalle pendici del Monte Sibilla, quindi per inoltrarci nella gola abbiamo camminato su questa grossa collina di ghiaccio, ricoperto di terra, per una ventina di metri. Giunti all'Eremo e dopo una breve sosta, in pochi ci siamo recati a vedere la cascata del Fosso il Rio (affluente del Tenna), che dista circa 40 minuti dall'Eremo e merita di essere vista, anche per la fioritura di peonie che c'è nei pressi. Comunque nonostante il maltempo e le 6 ore trascorse in fila sull' autostrada per tornare a Faenza da Civitanova, è stato un piacevole fine settimana in buona compagnia.

L'escursione di sabato.                                                            

Tempo: ore 5 compreso le soste                                   
Dislivello: m. 500 circa
Lunghezza: km. 7 circa


L'escursione di domenica.
 Tempo: ore 4 compreso le soste + la cascata
 Dislivello: m. 400 circa + la cascata
 Lunghezza: km. 6 circa + la cascata                                                                                                



mercoledì 26 gennaio 2011

Ciaspolata sul Monte Lavane

Domenica scorsa il sole si è fatto vedere solo quando siamo ritornati alle auto, ma i 50 cm  di neve su cui abbiamo camminato (anzi ciaspolato), per salire al Monte Lavane, hanno fatto si che il divertimento non mancasse. L'escursione era organizzata dalla sezione del CAI di Faenza ed eravamo 17 partecipanti. Il percorso   per arrivare al Monte Lavane è lo stesso già descritto qui e visto l'abbondanza di neve, al ritorno, siamo scesi di corsa, per quanto lo permettano le ciaspole, su candide distese di neve vergine. 
verso il Lavane                 
  Per vedere tutte le foto clicca qui.

mercoledì 14 luglio 2010

Nel vallone delle Fogare

L’anello del fosso delle Fogare è una escursione classica dell’appennino faentino.E’ un giro bellissimo fatto sui sentieri segnati, ma quando se ne aggiunge un tratto fuori sentiero e come in questo caso lungo il fosso, il divertimento è maggiore.E’ un itinerario molto renumerativo per la varietà dell’ambiente, dove ci sono anche dei tratti relativamente integri. L’inizio del sentiero è 6 km circa dopo Marradi, nella Valle del Lamone, ma si può lasciare il mezzo anche qualche centinaio di metri più avanti,in prossimità di una curva, in maniera di fare più strada asfaltata quando si è freschi.Dal parcheggio si torna indietro, si passa il ponte sul fosso delle Fogare e alla prima carrareccia a sinistra si gira.
1-il Fosso dalla SS. Il fosso delle Fogare dalla strada.
2-Fantino Casetto di Lozzole (Fantino)
5-Anemome Hortensis Anemone Hortensis

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