martedì 30 dicembre 2014

Il saluto di Roberto

1° novembre 2014, purtroppo Roberto ci ha lasciati! 
Sono sicura che sarebbe stato suo desiderio, prima di partire, di ringraziarvi tutti, per le vostre visite e per essere stato così tanto apprezzato. 
Solo ora mi sono resa conto che, non tutti Voi, che lo seguite, siete iscritti su Facebook, dove già dal primo novembre, mio malgrado, ho comunicato la brutta notizia. Non avrei mai voluto scrivere tutto questo e per il momento non ho molte altre cose da dirvi. Posso solo dire che dovrà passare un po di tempo prima che io riesca a caricare dei post di escursioni. Ma prometto che appena ne sarò in grado mi ritroverete su "Escursioni in Appennino ed Altro" Buon anno!             anna

martedì 6 maggio 2014

Poppi, uno dei borghi più belli d' Italia

Qualche immagine di Poppi, in provincia di Arezzo, un grazioso paese situato a 437 slm  da dove domina la piana del Casentino. Fiore all'occhiello del paese è il Castello dei Conti Guidi, uno dei più importanti esempi di architettura medievale. Il tutto è da visitare. Il brano musicale è The Sultans dream di Ayman.


giovedì 1 maggio 2014

L' anello del fosso Trebuccio

Il fosso Trebuccio nasce dalle pendici di Monte Sacco, vicino al valico della Busca, è un affluente del fiume Montone, dove vi si getta poco a monte di CastellaccioRocca San Casciano. Questa escursione fa parte dei "Percorsi della Margherita", una rete di sentieri che gravita attorno al paese di Rocca San Casciano e che salgono verso i crinali delle valli adiacenti. Per informazioni http://www.roccasancasciano.com/percorsi-della-margherita/. Si parte da via Marco Polo (sentiero 431a) che rimane verso la fine del paese, sulla destra. Subito dopo la partenza si sfiora il Castellaccio, vecchio maniero posto nei tempi antichi a difesa del paese e ora simbolo di Rocca San Casciano. Si continua per la stradina che diventa sterrata. Ad un bivio si tiene la sinistra e costeggiando campi arati e seminati c'è una splendida vista sul crinale opposto della valle. Uno splendido cipresso sorge solitario nel bel mezzo del campo e nei dintorni si possono vedere tracce di lupo. Alle pendici di Monte del  Sasso si trova un bivio segnalato da un cartello. Si va a sinistra in discesa giungendo alla S.P. che sale verso il crinale tredoziese e che va seguita a destra per un centinaio di metri prima di deviare a sinistra. Si21-877 costeggia un campo arrivando ad una 14-869strada sterrata che va seguita a destra. La strada rimane a fianco del fosso Trebuccio ed è chiamata anche del "Fosso di Villa Calabri". Seguendo la sterrata, anche carrabile, si passa di fianco a Ca' Pianuzzoletto (bel cipresso con Maestà) e Ca' Pianuzzolo, fino a giungere a Ca' Livello, con fontana. Dopo la casa si volta a destra e superato un albero dove c'è una bandierina rossa e una tabella dell'Area addestramento cani "I Valloni", si fanno ancora ancora un centinaio di metri prima di deviare di netto a sinistra. Qui bisogna fare attenzione perché la segnalazione quando sono passato io era assente, ho messo una freccia bianca

martedì 18 marzo 2014

Un anello sul Poggio degli Allocchi


Questa escursione percorre un tratto del Sentiero " 00" fra il Passo della Colla di Casaglia e il Passo del Muraglione. La metà del percorso, praticamente la parte del ritorno, avviene su sentiero non segnato a mezzacosta fra il crinale della Giogana e la valle del Torrente Muccione, DSC_0430quindi è molto utile avere il GPS con la traccia caricata. Si parte dal Passo seguendo il sentiero con cartello Muraglione, Sorgente del Lamone ed altro. Dopo pochi minuti c'è la deviazione, a sinistra, per la sorgente del Lamone chiusa da una sbarra rossa, ma quella sarà la via del ritorno. Si prosegue fra un tripudio di fiori, oggi il bosco è tutto un fiorire di Primule, Viole, Anemoni hepatici, Bucaneve e Crocus. Si segue sempre il sentiero segnato, ad un bivio si volta a sinistra in discesa, lasciando proseguire dritto il sentiero che porta a Ronta. Da quella posizione si vedono già, vegetazione permettendo, i ruderi di un paio di case da cui si passerà.13-329 Dopo qualche saliscendi e aggiramento dei costoni del Poggio delle Travi, si perviene ad un bivio dove si va a destra e tra faggi e abeti si cammina sullo spartiacque appenninico fra Tirreno e Adriatico, facendo attenzione ai profondi solchi lasciati dai pneumatici dei motociclisti che scorrazzano su questi monti. Arrivati ai prati la vista spazia verso la Romagna,  con in primo piano  il paese di Casaglia, il monte La Faggeta e la cresta dell' Archetta. A destra si vede anche la piana del  Mugello.  Si supera il cocuzzolo del Poggio degli Allocchi di pochi metri e si devia a destra su un prato inciso da solchi. A questo punto vengono a mancare i segni b/r del CAI  ma si scende  agevolmente su stradello fino a Brancobalardi, ...

venerdì 28 febbraio 2014

Monte Scarabattole

Il Monte Scarabattole è il rilievo che sovrasta Marradi a S-E, ed è facilmente riconoscibile perché ci sono le antenne. Questa escursione ad27 anello oltre che toccare il Monte Scarabattole, passa anche dalla antica Abbazia di Badia del Borgo e eventualmente, chi vuole, a questo punto può anche accorciare la camminata scendendo a Marradi lungo la strada asfaltata. Il percorso è tutto ben segnato e quindi non ci si può sbagliare, c’è solo un breve passaggino esposto sotto Monte Rotondo, dove bisogna prestare un attimo di attenzione. Giunti a Marradi si imbocca la strada per San Benedetto in Alpe e fatti pochi metri, sulla destra c’è la tabella di inizio sentiero, il 517. Vicino c’è anche il ...

sabato 15 febbraio 2014

in attesa che rifioriscano...

Una piccola rassegna di fiori appenninici e non, in attesa di poterli ammirare dal vivo lungo i sentieri, la prossima primavera-estate.


foto

sabato 8 febbraio 2014

Un inverno a Le spiagge

Giorni fa leggendo un post de Il blog della biblioteca di Marradi: l'originale!, che pubblica  articoli, trek e notizie del territorio marradese e dintorni, ho visto questo racconto di Giuseppe Bartoli, poeta e scrittore di San Cassiano. Il racconto fa parte del libro "Fuochi sulle colline"-edizione del Girasole di Ravenna. A me è piaciuto molto, anche se un po' crudo, perché è una storia di vita del nostro Appennino e quindi lo ripubblico per cercare di portarlo a conoscenza di altri frequentatori di questi luoghi. E' ambientato alle Spiagge, che adesso è un noto ristorante e rimane a poche centinaia di metri sulla destra della strada che sale verso il Passo della Sambuca, dopo il ponte sul Rovigo. Chi abitualmente cammina in Appennino senz'altro ci sarà passato e magari fermato, per un pranzo o una merenda. Chi ancora non conosce il luogo può approfittare di questa escursione che ho caricato su  http://tracceinappennino.blogspot.com/2013/01/un-anello-nellalto-rovigo.html. Un ringraziamento a Claudio Mercatali. 

  L'ultima spiaggia,  

di Pino Bartoli

" ... Issata come una quieta catasta di sassi, la casa del podere "La Spiaggia" stava addolcendo i suoi contorni sgraziati sotto una coltre di neve alta come un uomo. "La Spiaggia" in quel lontano 19 .., era di proprietà dell'avvocato Galeotti, di Palazzuolo di Romagna, la Palazzuolo sul Senio di oggi. Ora che i moderni mezzi ne hanno infranto il secolare isolamento è stata trasformata dal nuovo proprietario, il Vescovado di Faenza, in colonia estiva per bambini. All'epoca dei fatti che racconteremo, La Spiaggia, posta su una vasta falda del monte Carzolano, a più di mille metri di altitudine, era costituita da un agglomerato scomposto di case tenute insieme più dal tempo, che aveva cementato i sassi, che da opere murarie vere e proprie.
L'altipiano in leggera pendenza, caratteristica che probabilmente aveva dato il..

lunedì 27 gennaio 2014

San Paolo in Alpe e dintorni

Breve carrellata fotografica di uno dei luoghi magici dell'Appennino Romagnolo. L'altopiano di San Paolo in Alpe mantiene inalterato il suo fascino in qualunque stagione.
La colonna sonora  è "Tropical dream" di Giovanni Bomoll.


Cliccare sulla foto per avviare il video.


domenica 26 gennaio 2014

L'anello di Ceparano


La Torre di Ceparano è la meta di questa breve passeggiata sulle prime colline dell’ Appennino Faentino.  Qui notizie storiche. Si parte dalla chiesa di S. Giorgio in Ceparano e seguendo i segnavia del sentiero 503 si cammina in leggera salita, passando davanti a Ca’ Croce e alla piccola cappella. Dopo una leggera discesa si riprende a salire e nel frattempo la strada diventa sterrata. Ad una curva destrorsa si devia a sinistra e si riprende a salire su carrareccia, che in caso di terreno bagnato potrebbe rendere i passi non troppo agevoli. Dopo circa una decina di minuti sulla destra del sentiero si trova una grotta, che direi10.9748 naturale e dopo altrettanti minuti si raggiungono i resti della Torre. Si seguono i segnavia in discesa, prima in direzione N e poi N-O e si guadagna il largo crinale che divide le valli del Torrente Marzeno e quella del Rio Albonello. Pochi metri dopo aver superato Ca’Collina, si abbandona il crinale per scendere a sinistra su stradello carrabile che con un paio di tornanti conduce sulla sinistra idrografica del Rio Albonello. In questo tratto di sentiero si lasciano momentaneamente i segnavia CAI, si ritroveranno poco dopo prima di attraversare il Rio. Cambiato sponda del Rio si prosegue in piano ed anche questo tratto di sentiero sarebbe da percorrere con terreno asciutto perché in caso di maltempo il sentiero si ricopr35.9779e di uno spesso strato fangoso, dove camminare diventa problematico. A giudicare dalle innumerevoli tracce, qui c’è un gran passaggio di animali, fra cui caprioli e cinghiali e istrici. Sfiorate le stratificazioni di arenarie gialle dello spungone della Pietramora, che qui formano una specie di gola, si perviene al ponte sul Rio Albonello. Dopo il ponte inizia la strada che con un ampio giro e transitando da Ca’ Albonella e dal Casone giunge al bivio sotto la chiesa, dove si va a sinistra fino a chiudere l’anello. Da vedere, nei pressi del Casone, la spettacolare quercia a bordo strada.
Per arrivare alla chiesa di Ceparano da Faenza si segue la strada per Modigliana, superato Marzeno, dopo circa un km si volta a sinistra, c'è il cartello indicatore.

domenica 12 gennaio 2014

Sulle colline di Galeata


Un giro senza troppe pretese sulle colline fra Civitella e Galeata, nella valle del Bidente. Come ho detto altre volte anche questo è una camminata che si potrebbe fare in mezza giornata, poi ognuno va del suo passo e può anche 
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impiegarci più tempo e gustarsi i panorami, anche se non vengono raggiunte altitudini molto elevate. Questa escursione ad anello, si svolge su strade asfaltate, sterrate e in minima parte anche su sentiero e dall’abitato di Galeata si arriva a percorrere una parte del crinale che divide la valle del Bidente, da quella del Rabbi. Da Galeata si percorre la Sp24 che conduce a Strada San Zeno, seguendo i cartelli indicatori “Zona Archeologica Villa di Teodorico”. Giunti in Via Pantano si superano gli scavi della Villa (purtroppo chiusi) e dopo circa 500 metri, ad un bivio si parcheggia. Ci si avvia sulla strada di sinistra, ma fatti pochi metri si volta a sinistra, cartello segnavia “sentiero B10” del circuito “Val Bidente e Val di Rabbi trek”.La strada, asfaltata, sale piano piano e serpeggia fra file di splendidi cipressi
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fino a Villa Torricella. Alla villa si va a sinistra e si prosegue su stradello sterrato sempre in leggera salita, si sfiorano le pendici de “Il Monte”, un piccolo castagneto (non certo comune a queste altitudini) e poco prima di innestarci sul sentiero CAI 301, sulla destra c’è quello che rimane di Ca’ Campone.
Il sentiero CAI 301 è denominato “Sentiero degli Alpini”, perché nel 1990, gli alpini della sezione di Forlì, lo tracciarono e sistemarono e per quel che ne so, anche adesso gli fanno manutenzione. Parte dalla chiesa di Collina, sulle prime colline forlivesi e arriva alla vetta del Monte Falco, dopo quasi 55 km. Anni fa l’ho percorso tutto, facendo delle piccole tappe andata e ritorno.
Giunti sul crinale, al bivio si volta a destra e si prosegue sempre su stradello, 
23-Gemellisi lascia a sinistra: la deviazione per la panoramica Ca’ Caldino e la successiva sterrata che scende verso la valle del Rabbi. Si va a destra e superata una sbarra di ferro in breve si giunge a Tramonte, aggirata la casa si prosegue a destra fino ai successivi ruderi di Ca’ Raggio. Anche qui dopo i ruderi si va a destra e attraversato un prato si sbuca su una strada sterrata dove si va a destra. E’ una zona molto frequentata da cacciatori e motociclisti, quindi bisogna anche fare attenzione ai mezzi motorizzati. Al primo bivio si tiene la destra e 


mercoledì 1 gennaio 2014

Nei dintorni di Sant' Ellero

Nella valle del Bidente, pochi km a N-O di Galeata, sopra una collina e nascosta da alti cipressi c’è l’antica Abbazia di Sant’Ellero. L’Abbazia fu fondata da Ellero nel V secolo e qui vi passò nove anni da ...

venerdì 20 dicembre 2013

Alla Torre Bonini di Poggio Galmino


Salendo da Forlì verso Santa Sofia lungo la strada bidentina, giunti all’altezza dello stabilimento Amadori (Pollo del Campo) ,se si guarda a sinistra oltre lo stabilimento, si vede una piccola e stretta valle che si incunea fra i monti, la valle del Rio San Giacomo. Alla testata della valle su un poggio c’è una torre mozzata; sono i resti del Castello Monte Vecchio di Tedalasia, chiamato più semplicemente Torre Bonini di Poggio Galmino. Arrivati a Santa Sofia si attraversa il ponte e subito si gira a sinistra, indicazione Spinello. Percorsi circa 200 metri si giunge nella Piazza Mortani guardata a vista dall’austero palazzo fortificato Bianchini-Mortani. Prima di esso si va a sinistra e superato un piccolo e simpatico ponticello a ...

martedì 10 dicembre 2013

Un anello nella Val Marecchia

Della Val Marecchia ho già detto in altri post, ma non si può non ribadire l’assoluta bellezza della valle, sia dal lato naturalistico, ma soprattutto dal lato storico. Questa escursione, in parte su sentieri non segnati, si svolge nella parte bassa della valle, sul crinale che la separa dalla valle dell’Uso, incontro nel bosco alla sinistra idrografica del fiume Marecchia. Insieme ad un gruppo di amici, fra cui Benito che ha preparato la traccia dell’escursione a tavolino, dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi di Ponte Santa Maria Maddalena abbiamo iniziato a camminare seguendo la strada asfaltata che inizia subito dopo il ponte sul Marecchia,a destra, e sale in direzione di Uffogliano. Dopo circa 3 km di curve e controcurve avendo sulla sinistra la rupe di Monte Ceti con la relativa cava e sulla destra il boscoso Monte Bigoncio, si perviene...

venerdì 22 novembre 2013

Alla capanna del Partigiano

Per salire alla capanna del Partigiano, o rifugio di Pian Porcello sul monte Lavane,di solito si passava da Farfareta e dall'abitato di Crognole. Da poco è stato segnato un nuovo sentiero, sempre dalla sezione del CAI di Faenza, che a breve apparirà anche sulla nuova carta escursionistica fossetto1:25000 dello Appennino Faentino, in fase di allestimento. Il nuovo sentiero,  contrassegnato dal numero 533a e denominato "Sentiero dei bramiti", parte sempre da Farfareta, da dove però si va  a destra sul 541 e poi, dopo pochi minuti, si devia a sinistra sul 533a. A mio modesto parere è un bel sentiero, sale rapidamente, non è tracciato su stradelli,...

venerdì 8 novembre 2013

Montetiffi, Valle dell' Uso


La valle del torrente Uso è una piccola valle secondaria racchiusa fra le più titolate Val Marecchia e Valle del Savio. E' percorsa dal torrente Uso che nasce dal Monte Perticara (o Aquilone) e dopo circa 50 km si getta nel Mare Adriatico a Bellaria. Il paese più famoso della valle è Montetiffi , costruito  su uno sperone roccioso a 400 metri di altezza. Noto perché vi si fabbricano ancora artigianalmente le teglie per cuocere la piadina Massa Bagni romagnola e per la sua Abbazia, costruita in pietra concia intorno al 1000 dai montetiffesi e donata ai monaci Benedettini. Nella valle ci si può arrivare da Santarcangelo di Romagna oppure dalla superstrada E 45 con uscita a bivio Montegelli. Arturo, Benito, Colombo ed io abbiamo parcheggiato l'auto di fronte alla strada che sale verso Massamanente, dopo Ponte Uso,  e ci siamo incamminati su di essa. La strada, asfaltata, dopo qualche tornante si spiana e giunge alla casa di Massa Bagni, dove anticamente c'era una chiesa dedicata a San Cristoforo, adesso sul luogo c'è una maestà.

domenica 27 ottobre 2013

Omaggio a Creta


Una piccola raccolta di foto raggruppate in un video " Creta, amore per sempre". Clicca sulla foto per avviare il video.

venerdì 18 ottobre 2013

L'Oriente di Creta

Questa volta non descrivo una escursione ma voglio brevemente raccontare il viaggio che abbiamo fatto a Creta, bellissima isola adatta a tutti, perché li si possono soddisfare tutte le esigenze, prendere il sole, fare trekking sui monti e nelle gole, visitare siti archeologici, monasteri e musei. L'anno scorso avevamo visitato la parte Ovest, quest'anno la parte Centro-Est dove sono situati i siti minoici più importanti. E' un piccolo diario di viaggio che può essere utile per  chi ha intenzione di passarci qualche giorno di vacanza e credetemi è un'isola meravigliosa che vale la pena di visitare.  
Venerdì – Partiti alle 6.35 da Bologna con un volo Ryanair siamo atterrati a Chania alle 9.45. Abbiamo perso un po’ di tempo per avere la vettura a nolo, però considerato il prezzo (100.00 €), ne è valsa la pena, tra l’altro ci hanno assegnato una Kia Venga, auto di categoria superiore a quella prenotata. Alle 11, con vento forte, nuvole e freddo, siamo partiti alla volta di Réthimno. Prima della città abbiamo fatto sosta alla taverna La Playa, sulla spiaggia di Georgioupoli, dal nostro simpatico amico Odyssea, conosciuto nella precedente visita a Creta, ci aveva accolto con la frase “ italiani? Una faza, una raza” e giù una risata. Dopo l’insalata greca e qualche foto alla bella chiesa che si trova alla destra della strada nei pressi del Petres Bridge, abbiamo proseguito per Réthimno e Stavromenos, dove abbiamo voltato a destra per il Moni Arkadi, non senza difficoltà, visto la mancanza di cartelli indicatori sulla litoranea N90 o E75. Il Monastero vale la deviazione anche solo per la facciata rinascimentale della chiesa. Ritornati sulla litoranea abbiamo proseguito in direzione Est per Iraklio. Arrivati nella città ci siamo recati a Knosso per cercare alloggio, ma non trovatolo siamo tornati indietro verso il centro della città. Sulla stessa strada abbiamo trovato l’ Hotel Athinaikon, discreto e ad un prezzo ragionevole. La sera, dopo un giro in centro a piedi, con visita alla fontana Morosini, alla chiesa di San Marco e al colonnato veneziano, abbiamo mangiato sovlaki e patatine in una rosticceria.
Alba
L'alba dall'aereo.
Moni Arkadi
Moni Arkadi.

giovedì 10 ottobre 2013

Un anello a Ridracoli

La zona di Ridracoli  si presta molto alle camminate e attorno al lago c'è un discreta rete di sentieri, quasi tutti segnati e tabellati. Questa escursione si Diga di Ridracoli può definire un classico ed eventualmente si può anche accorciare, ma sarebbe un peccato non percorrere quel bellissimo sentiero che corre lungo lago dopo il rifugio Ca' di Sopra. Si parte dal parcheggio vicino al cancello della diga  e si percorre tutta la strada asfaltata che a tornanti sale al lago. Alla fine dello sbarramento inizia il sentiero 239 che dopo aver superato un paio di gallerie e qualche saliscendi giunge presto al rifugio Ca' di Sopra, da dove si gode un ottima vista sull' invaso. Superato il rifugio c'è un bivio dove si va a destra sul sentiero 237 e qui, a mio parere, inizia uno dei più bei sentieri di questa zona. Si cammina sempre all'ombra, un po' alti sul livello del lago e...
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